"Primo test del progetto che mira a supportare i caregiver familiari sostituendoli temporaneamente con operatori specializzati, permettendo loro di prendersi una pausa dal lavoro di cura."
È stato avviato un progetto pilota nell’Unione dei Comuni delle Terre d’Argine, comprendente Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera, per un totale di circa 100.000 residenti. L'iniziativa mira a sostenere i caregiver familiari di persone con disabilità e non autosufficienti, alleviando il loro carico attraverso l'intervento di operatori specializzati. Questo approccio permetterà ai caregiver di prendersi una pausa dal loro lavoro di assistenza, recuperando energia e garantendo al contempo la continuità del supporto necessario.
Il progetto, intitolato “boccata d’aria”, nasce da una convenzione tra l’AUSL - Distretto Sanitario di Carpi e i Servizi sociali dell’Unione delle Terre d’Argine, in collaborazione con la Cooperativa sociale “Anziani e non solo”. Si spera che questa iniziativa possa costituire un modello da seguire su tutto il territorio nazionale.
Come funziona
Per un periodo di massimo sei mesi, i caregiver potranno beneficiare di un servizio di sostituzione, che prevede la presenza di un professionista appositamente formato, capace di svolgere le principali mansioni del caregiver per un totale di quattro ore settimanali. Inizialmente, sarà dedicato del tempo alla creazione di una relazione di fiducia tra il caregiver e l'operatore. Successivamente, sarà possibile richiedere un “sollievo” che consenta al caregiver di prendersi una pausa durante un intero fine settimana.
L'attivazione del servizio richiederà un'analisi preliminare del profilo assistenziale mediante un colloquio con un assistente sociale specializzato. Durante tutto il periodo di intervento, verrà effettuato un monitoraggio costante per garantire la massima soddisfazione degli utenti. I caregiver interessati possono contattare i servizi sociali dell’Unione delle Terre d’Argine, che attiveranno il programma in base al carico di cura e al livello di stress riportati.
I costi
Grazie ai fondi pubblici, i caregiver che necessitano di supporto possono richiedere un pacchetto di ore di assistenza. Coloro che assistono un familiare con un ISEE fino a 10.000 euro o che sono esenti per riconoscimento di disabilità potranno usufruire del servizio gratuitamente. Per chi supera questa fascia di reddito, sarà previsto un costo ridotto, significativamente inferiore rispetto alle tariffe di mercato, grazie al contributo pubblico che sostiene le spese di coordinamento, monitoraggio, analisi e valutazione delle necessità, affidate all'organizzazione "Anziani e non solo".
Le ore di assistenza possono essere acquistate attraverso una piattaforma digitale fornita da Jointly, che permetterà la generazione di un “titolo servizio”. Il personale sociosanitario, altamente specializzato, sarà fornito da Umana. Questo approccio offre un duplice vantaggio: sostiene i caregiver e offre opportunità di lavoro a chi cerca impiego. Inoltre, tutti gli utenti ammessi al servizio potranno godere di un mese di prova gratuito per valutare l’efficacia dell’assistenza ricevuta e accertare che risponda effettivamente alle loro esigenze.
I Caregiver in Italia
Attualmente, in Italia, il numero dei caregiver supera i 7 milioni. Di questi, oltre un terzo dei lavoratori, precisamente il 38%, si occupa di un familiare non autosufficiente, spesso senza ricevere alcun aiuto esterno. Solo il 33% dei caregiver si affida a professionisti o a strutture private, mentre il 25% si avvale di servizi pubblici. Questi dati provengono dallo studio “Care 4 caregiver”, condotto da Jointly, la prima B Corp® dedicata ai servizi di welfare aziendale, in collaborazione con Boston Consulting Group. La ricerca ha coinvolto un campione di 12.000 lavoratori provenienti da vari settori, tra cui telecomunicazioni, trasporti, alimentare, energia e credito.
La ricerca evidenzia che l’indennità prevista dalla legge 104 è il servizio pubblico più comunemente utilizzato dai caregiver. Tuttavia, l'accesso alle cure ospedaliere non è più una certezza garantita dal servizio pubblico, con quasi il 47% dei cittadini che deve affrontare le spese come privato. Inoltre, oltre la metà dei caregiver (51%) deve sostenere il costo delle cure domiciliari tramite badanti e colf, comportando un onere sia logistico che economico.
Assistere un familiare comporta spese significative. Dalla ricerca emerge che il 17% dei caregiver spende mediamente oltre 10.000 euro all'anno per la propria attività di assistenza, con risorse che, in media, provengono da fondi personali o familiari nel 50% dei casi. Tuttavia, le spese non si limitano solo agli aspetti finanziari: quasi un caregiver su tre (30%) dedica almeno 14 ore settimanali all'assistenza, un impegno percepito come “pesante” o “molto pesante” da molti. I principali disagi segnalati dai caregiver sono il carico mentale e la mancanza di tempo. Infatti, il 56% degli intervistati esprime il desiderio di poter interrompere il lavoro di cura, mentre il 44% riconosce di aver bisogno di supporto psicologico.
Le difficoltà legate al ruolo di caregiver possono influenzare anche la vita lavorativa. Lo studio BCG – Jointly rivela che il 38% dei lavoratori caregiver non ha dichiarato la propria situazione al datore di lavoro, temendo ripercussioni sulla propria posizione, mentre il 23% non si sente compreso. Al contrario, il 28% ha invece ricevuto supporto dal proprio responsabile.
Notiziario del malato - Rielaborazione del testo tratto da
disabili.com - Settembre 2024